Il ruolo del sistema endocrino sui principali inestetismi cutanei

Il ruolo del sistema endocrino sui principali inestetismi cutanei

Il ruolo del sistema endocrino sui principali inestetismi cutanei 566 420 Alfa Formazione
Nella pratica estetica si rende necessario uno studio approfondito dell’anatomia e della fisiologia umana oltre che della dermatologia. È evidente che la professione dell’estetista concentra tutta la sua attività attorno ad un fulcro essenziale che è l’individuo nella tua totalità.
Sostanzialmente, l’attività dell’estetista, si avvale di conoscenze essenziali circa la stessa fisiopatologia che porta all’insorgenza degli inestetismi più diffusi. A tal proposito, negli ultimi anni , notevole interesse si sta diffondendo sul ruolo del sistema endocrino e dunque di alcuni ormoni  nell’insorgenza di inestetismi quali per esempio la pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica, meglio nota come cellulite estetica, o le smagliature o ancora dell’adiposita localizzata.
Più recentemente  il tessuto adiposo, tessuto costituito da cellule chiamate adipociti, ricchi di trigliceridi, è stato considerato un vero e proprio organo con funzioni endocrine molto complesse; gli ormoni da esso prodotti sono:
Adiponectina – È un ormone che controlla il metabolismo energetico di lipidi e carboidrati; sembra sia in grado di incrementare il consumo dei lipidi e modulare l’effetto dell’insulina; i dati comunque correlano bassi livelli di adiponectina a condizioni di adiposità (sovrappeso/obesità) e di insulino-resistenza.
•Resistina – Potrebbe essere una delle cause dei legami tra l’obesità e il diabete tipo 2; secondo alcuni studiosi infatti, la resistina (la cui secrezione sembra proporzionale al grado di adiposità) inibirebbe l’azione dell’insulina.
Leptina – interviene nel stimolare il senso di sazietà.
Da ciò si capisce che tali sostanze sono coinvolte nell’eziopatogenesi dell’adiposità localizzata che è uno degli inestetismi con cui l’estetista, nell’esercizio della professione, si dovrà interfacciare.
Le suddette sostanze sono dunque correlate alla formazione di adiposità localizzata che costituisce un elemento implicato nella genesi della cellulite.
Volendo poi prendere in considerazione la cellulite bisogna dire, innanzitutto, che il  termine “cellulite” non è corretto, perché non si tratta di una malattia infiammatoria.
Il primum movens è determinato infatti dalle alterazioni degli scambi fra vasi e tessuti, con accumulo di liquido nello spazio fra le cellule (edema interstiziale), che il sistema linfatico non riesce a smaltire completamente.
 A tale situazione fa seguito una risposta del connettivo (struttura di sostegno e scambio fra le cellule) che va incontro a fibrosclerosi. Si formano micronoduli, cioè gruppi di 30-100 adipociti incapsulati da fibre connettivali che confluiscono in seguito a formare noduli più grandi, palpabili e visibili ad occhio nudo (la cosiddetta cute a materasso).Si verifica anche una alterazione dei capillari con ispessimento della membrana basale, che si manifesta macroscopicamente con la ben nota dilatazione dei capillari e talora delle venule nell’area colpita. 
A livello degli adipociti  si verifica un processo di ipertrofia (cioè di ingrandimento) con una alterata composizione in acidi grassi all’interno delle cellule. Per quanto riguarda le cause esiste una predisposizione genetica costituzionale (alterazioni circolatorie, ormonali…) su cui si sovrappongono alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico, condizioni di ipotiroidismo o ipocortisolismo; tutto questo viene complicato da fattori esterni quali disordini alimentari, sia quantitativi che qualitativi, stipsi, sedentarietà, stasi venoso-linfatica ecc.
Volendoci concentrare cause endocrine ruolo più importante spetta agli estrogeni ed al progesterone: un eccesso di produzione facilita la ritenzione idrica ed aumenta l’accumulo dei trigliceridi nell’adipocita. L’eccesso può anche essere legato ad una scorretta assunzione di farmaci (es. anticoncezionali). Altri ormoni da considerare sono i corticosteroidi (che facilitano la ritenzione idrica e l’adiposità), la prolattina e gli ormoni tiroidei, la cui diminuzione porta ad un rallentamento del metabolismo dei grassi.
È chiaro dunque che lo studio della fisiologia del sistema endocrino è essenziale per la comprensione della patogenesi di tutti gli inestetismi, a questo deve associarsi la conoscenza dell’anatomia di tutti i sistemi e gli apparati, poiché gli eventi che portano a tali inestetismi riguardano la totalità dell’individuo e spesso hanno una patogenesi multiorgano e  multifattoriale.
A cura della Dott.ssa Stefania Capuccio
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