Acidi della Frutta – Alfa Idrossiacidi Anna Faraone

Acidi della Frutta – Alfa Idrossiacidi Anna Faraone

Acidi della Frutta – Alfa Idrossiacidi Anna Faraone 650 396 Alfa Formazione

Da qualche tempo, nelle formulazioni di molti cosmetici, tra le sostanze funzionali maggiormente utilizzate compaiono gli α-idrossiacidi.
Questi ingredienti a basse concentrazioni si comportano da idratanti, mentre a concentrazioni più elevate esplicano un’azione esfoliante.
Grazie al loro meccanismo d’azione, gli α-idrossiacidi realizzano sullo strato corneo un incremento della plasticità cutanea con conseguente diminuzione delle “scaglie” desquamanti.
Dopo l’applicazione di questi prodotti, la pelle appare più flessibile e compatta: questo effetto non è legato all’aumento del contenuto idrico dello strato corneo ed è mantenuto anche a concentrazioni di umidità relativamente basse, né alla penetrazione transcutanea o all’assorbimento della molecola, ma piuttosto dipende dalla concentrazione dell’acido libero riportato in formulazione.
Gli acidi della frutta riescono a scindere i legami dei corneodesmosomi che uniscono le cellule vive a quelle morte, facilitandone l’allontanamento. Le piccolissime dimensioni di queste molecole, inoltre, permette loro di penetrare in profondità e favorire la riparazione delle fibre di collagene ed elastina.
L’azione esfoliante che viene promossa da queste sostanze nei cosmetici non è potente come quella che si realizza nei peeling: il trattamento cosmetico che si avvale dell’ausilio di AHA è considerata un’esfoliazione moderata (o lieve), promotrice del ripristino della luminosità, della levigatezza, della compattezza della pelle, che nell’insieme promuovono un aspetto caratterizzato da salute e bellezza, nonché del benessere cutaneo.
Gli AHA impieganti nel mondo cosmetico, hanno diverse origini.
In particolare dal mondo vegetale otteniamo:
Acido Citrico (contenuto ad esempio negli agrumi)
Acido Malico (contenuto ad esempio nella mela)
Acido Tartarico (contenuto ad esempio nell’uva)
Acido Glicolico (contenuto ad esempio nella canna da zucchero)
Acido Mandelico (contenuto ad esempio nella mandorla)
Dal mondo animale e biotecnologico hanno invece origine:
Acido Lattico (intermedio metabolico della glicolisi)
Acido Piruvico (metabolita prodotto durante la glicolisi)
Acido Citrico (intermedio prodotto nel ciclo di Krebs).
Gli acidi della frutta sono particolarmente indicati per pelli grasse, specie se asfittiche, perché consentono al sebo di fuoriuscire dal follicolo in maniera più agevole, evitando così la formazione di foruncoli e comedoni (punti bianchi e neri). A tale scopo si dovranno utilizzare prodotti esfolianti non oleosi e comunque delicati; è risaputo, infatti, che le ghiandole sebacee reagiscono a simili insulti aumentando la produzione di sebo.
Anche le pelli secche possono trarre giovamento dagli acidi della frutta, a condizione, però, che questi vengano applicati su una cute ben idratata (ad esempio dopo la doccia) e che siano abbinati, nel post-trattamento, ad un fluido idronutriente oleoso.
In commercio, esistono prodotti contenenti acidi della frutta in diverse concentrazioni, ideali per il trattamento quotidiano, per quello periodico o per quello specialistico. I prodotti commerciali contengono acidi della frutta in concentrazioni normalmente comprese tra il 5 ed il 10%, in modo da essere tollerati da tutti i tipi di pelle e carnagione; in quelli professionali, invece, si può superare il 50%, con valori di pH nettamente inferiori.
In genere, con l’impiego di prodotti contenenti acidi della frutta in basse concentrazioni, i risultati sono apprezzabili dopo un paio di settimane di uso regolare e quotidiano.
Dopo questo periodo, si può eseguire un peeling professionale od estendere il trattamento fino ad un mese, per poi ritornare alle normali creme idratanti abbinate a richiami esfolianti due volte a settimana.
Questa frequenza di trattamento, consigliabile per pelli giovani, deve essere ridotta sopra i 40 anni, in quanto (a causa del rallentato turnover cellulare) trattamenti troppo ravvicinati non darebbero alla pelle il tempo necessario per ricostituire le sue difese, rendendola più suscettibile alle aggressioni esterne.
Proprio grazie alle loro proprietà esfolianti, gli acidi della frutta possono essere impiegati anche come rimedio contro gli inestetismi del tempo: temporanea azione antirughe e contro le macchie cutanee.
Fra i principali acidi della frutta impiegati nei peeling chimici antirughe ricordiamo l’acido mandelico e l’acido glicolico.
Alle prime applicazioni, i prodotti a base di acidi della frutta possono provocare leggeri rossori, bruciori e pizzicori, ma in genere tali effetti svaniscono in breve tempo.
I prodotti ad uso professionale (estetiste professioniste o medici specializzati) risultano più aggressivi provocando arrossamento che potrebbe protrarsi per un paio di giorni.
Infine, viste le elevate concentrazioni di acidi della frutta in essi contenuti, i prodotti ad uso esclusivo di professionisti e medici – oltre a rossore, bruciore e pizzicore – possono anche provocare eritemi, dermatiti e sensibilizzazione cutanea.
Eccedere con l’utilizzo di prodotti contenenti α- e β-idrossiacidi, o applicare cosmetici troppo aggressivi, significa causare un anomalo assottigliamento della pelle (che risulta così più fragile ed esposta alle aggressioni esterne) fino a provocare microabrasioni cutanee e la rottura dei capillari.
La sensibilità cutanea alle radiazioni UV è la principale causa dei danni indotti dall’esposizione ai raggi solari: scottature, in seguito ad una breve esposizione, e un aumentato rischio di invecchiamento della cute, per lunghe esposizioni. D’altronde, numerosi studi sperimentali ed epidemiologici hanno dimostrato che l’esposizione prolungata alle radiazioni UV solari è un fattore di rischio primario per alcuni tipi di tumore cutaneo. Poiché gli acidi della frutta esfoliano la cute in maniera più o meno profonda, dopo un trattamento con prodotti che li contengono, è molto importante evitare di esporsi ai raggi UV e proteggere la pelle mediante l’impiego di adeguati filtri solari.
Prima di utilizzare prodotti contenenti acidi della frutta (indipendentemente dalla concentrazione in cui essi sono presenti) è buona regola testare preventivamente il prodotto su una piccola area cutanea, ricordando che l’attività cheratolitica varia in base al pH e ai principi attivi che lo caratterizzano (i β-idrossiacidi, per esempio, sono più aggressivi degli α-idrossiacidi).

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